Rischi specifici

    I campi elettromagnetici e le radiazioni ottiche

    In sintesi

    I campi elettromagnetici (da 0 Hz a 300 GHz) e le radiazioni ottiche artificiali (ultravioletti, luce visibile intensa, infrarossi e laser) sono agenti fisici che il datore di lavoro deve valutare secondo i Capi IV e V del Titolo VIII del D.Lgs. 81/2008. La valutazione individua le sorgenti, confronta l'esposizione con i valori fissati negli Allegati XXXVI e XXXVII e tiene conto dei lavoratori particolarmente sensibili, come i portatori di dispositivi medici impiantati e le lavoratrici in gravidanza.

    Illustrazione su campi elettromagnetici e radiazioni ottiche: antenna trasmittente, fulmine, sole e occhiali protettivi

    I punti chiave

    1. Sorgenti CEM

      Forni a induzione, saldatrici, antenne, magnetizzatori, apparecchi di risonanza.

    2. Radiazioni ottiche

      Saldatura ad arco, laser, lampade UV e IR, processi ad alta temperatura.

    3. Cosa valutare

      Intensità, durata, distanza dalla sorgente, modalità di lavoro.

    CEM e radiazioni ottiche
    1. Lavoratori sensibili

      Portatori di pacemaker o impianti, gravidanza, fotosensibilità.

    2. Misure

      Schermature, distanze, accessi limitati, segnaletica, procedure.

    3. DPI

      Schermi e occhiali filtranti per occhi e viso, indumenti per la pelle.

    Due capi del Titolo VIII

    Il Capo IV (artt. 206-212), riscritto dal D.Lgs. 159/2016 in attuazione della direttiva 2013/35/UE, tutela i lavoratori dagli effetti biofisici diretti e dagli effetti indiretti noti dei campi elettromagnetici tra 0 Hz e 300 GHz. Non riguarda gli effetti a lungo termine. I valori limite di esposizione e i valori di azione sono riportati nell'Allegato XXXVI.

    Il Capo V (artt. 213-218) riguarda le radiazioni ottiche artificiali, con particolare attenzione ai danni a occhi e pelle. Comprende sia le sorgenti non coerenti (lampade, archi di saldatura, superfici incandescenti) sia i laser; i valori limite sono nell'Allegato XXXVII.

    Dove si trovano le sorgenti

    • saldatura ad arco e a resistenza, che producono sia campi elettromagnetici sia radiazioni UV, visibili e IR;
    • forni e riscaldatori a induzione, saldatrici a radiofrequenza per plastica;
    • antenne e impianti di trasmissione, sistemi RFID e antitaccheggio di potenza elevata;
    • laser industriali, medicali ed estetici;
    • lampade UV per polimerizzazione o sterilizzazione e sorgenti IR in vetrerie, fonderie e forni.

    Come si valuta

    Molte situazioni comuni, come uffici con computer, reti Wi-Fi e telefonia, comportano esposizioni trascurabili, e la valutazione può limitarsi a documentarlo. Quando ci sono sorgenti significative si consultano i dati del fabbricante e le banche dati di riferimento e, se serve, si eseguono misure.

    Un'attenzione specifica va riservata ai lavoratori particolarmente sensibili: un portatore di pacemaker o di altri dispositivi impiantati può essere a rischio anche a livelli di campo che non creano problemi agli altri, così come le lavoratrici in gravidanza.

    Le misure di tutela

    • Schermare le sorgenti e mantenere distanze di sicurezza.
    • Delimitare e segnalare le aree in cui si possono superare i valori, limitandone l'accesso.
    • Per i laser e le sorgenti ottiche, usare barriere, filtri e sistemi di arresto automatico e fornire occhiali o visiere con protezione adeguata alla lunghezza d'onda.
    • Proteggere la pelle con indumenti idonei e ridurre i tempi di esposizione.
    • Informare e formare i lavoratori e aggiornare la valutazione quando cambiano sorgenti o processi.

    In pratica

    1. Censisci

      Elenca le sorgenti di campi e radiazioni presenti.

    2. Valuta

      Confronta le esposizioni con i valori degli Allegati XXXVI e XXXVII.

    3. Proteggi

      Applica schermature, distanze, segnaletica e DPI adatti.

    4. Tutela i sensibili

      Verifica con il medico competente la posizione di chi ha impianti.

    Domande frequenti

    Il Wi-Fi in ufficio va inserito nella valutazione dei rischi?

    Va considerato, ma nelle normali condizioni d'uso le esposizioni sono molto inferiori ai valori di riferimento. Di solito basta documentare in modo motivato che il rischio è trascurabile.

    La saldatura espone a radiazioni ottiche?

    Sì. L'arco di saldatura emette ultravioletti, luce visibile intensa e infrarossi, che possono danneggiare occhi e pelle. Servono schermi, maschere con filtri adeguati e indumenti che coprano la pelle, anche per chi lavora nelle vicinanze.

    Un lavoratore con pacemaker può lavorare vicino a un forno a induzione?

    Solo dopo una valutazione specifica, perché i dispositivi impiantati possono subire interferenze anche a livelli di campo accettabili per gli altri. La decisione va presa con il medico competente, considerando le indicazioni del produttore del dispositivo.

    Riferimenti normativi

    • D.Lgs. 81/2008, Titolo VIII, Capo IV, artt. 206-212 (come sostituiti dal D.Lgs. 159/2016)
    • D.Lgs. 81/2008, Allegato XXXVI
    • D.Lgs. 81/2008, Titolo VIII, Capo V, artt. 213-218
    • D.Lgs. 81/2008, Allegato XXXVII
    • Direttiva 2013/35/UE

    Aggiornato al 13/10/2026

    Hai bisogno di supporto?

    IMT Srl affianca le aziende negli adempimenti del D.Lgs. 81/2008, con consulenti che conoscono la tua realtà.

    Approfondimenti collegati

    Cerca un altro argomento

    Contenuto informativo aggiornato alla data indicata. Non sostituisce la formazione obbligatoria né la consulenza professionale: la normativa può cambiare, verifica sempre le disposizioni vigenti per il tuo settore.