Cosa si intende per movimentazione manuale
Il Titolo VI del D.Lgs. 81/2008 riguarda tutte le operazioni in cui un carico viene sollevato, deposto, spinto, tirato, portato o spostato da uno o più lavoratori, quando per le caratteristiche del carico o per condizioni ergonomiche sfavorevoli possono derivarne patologie da sovraccarico biomeccanico, in particolare dorso-lombari.
Non riguarda solo il magazzino: spostare pazienti in una struttura sanitaria, scaricare sacchi in cantiere, rifornire scaffali in un supermercato o spingere carrelli carichi in una cucina sono tutte attività da valutare.
Gli obblighi del datore di lavoro
L'art. 168 stabilisce una gerarchia precisa. Il primo obbligo è evitare la movimentazione manuale con misure organizzative e mezzi appropriati, come transpallet, sollevatori, nastri o carrelli. Solo se questo non è possibile si passa a ridurre il rischio:
- organizzando i posti di lavoro perché la movimentazione avvenga in condizioni sicure;
- valutando le condizioni di sicurezza e salute del compito, se possibile già in fase di progettazione;
- riducendo i rischi tenendo conto dei fattori individuali, dell'ambiente e delle esigenze dell'attività;
- sottoponendo i lavoratori a sorveglianza sanitaria in base alla valutazione e ai fattori individuali di rischio.
Come si valuta il rischio
L'Allegato XXXIII elenca i fattori da considerare: caratteristiche del carico (peso, ingombro, stabilità, presa), sforzo fisico richiesto, caratteristiche dell'ambiente (spazi, pavimento, dislivelli, microclima), esigenze dell'attività (frequenza, durata, distanze, pause) e fattori individuali come età, genere, condizioni di salute e formazione.
Per la stima quantitativa l'Allegato rinvia alle norme tecniche della serie ISO 11228: la parte 1 per sollevamento e trasporto (che riprende l'impostazione del metodo NIOSH), la parte 2 per traino e spinta, la parte 3 per la movimentazione di piccoli carichi ad alta frequenza. Il risultato permette di capire se il compito è accettabile o va riprogettato.
Misure efficaci ed errori frequenti
- Ridurre peso e ingombro dei colli concordandolo con i fornitori, o suddividere il carico.
- Portare il materiale all'altezza giusta: tavoli regolabili, piani di carico tra fianchi e spalle.
- Introdurre pause e rotazione tra compiti pesanti e leggeri.
- Formare e addestrare sulla tecnica corretta: carico vicino al corpo, ginocchia piegate, niente torsioni del busto.
- Errore comune: affidarsi solo alla formazione sulla postura, senza intervenire su carichi, ausili e organizzazione.

