Rischi specifici

    Gli agenti biologici

    In sintesi

    Gli agenti biologici sono microrganismi, colture cellulari ed endoparassiti che possono causare infezioni, allergie o intossicazioni, e il Titolo X del D.Lgs. 81/2008 li classifica in quattro gruppi di rischio crescente (art. 268). Il datore di lavoro deve valutarne il rischio sia quando li usa deliberatamente, come in un laboratorio, sia quando l'esposizione è potenziale, come in sanità, nei rifiuti o nelle pulizie; per i gruppi 2 e 3 serve una comunicazione all'organo di vigilanza almeno 30 giorni prima, per il gruppo 4 un'autorizzazione.

    Illustrazione sul rischio biologico: simbolo di rischio biologico, microscopio, siringa e gocce

    I punti chiave

    1. Gruppo 1

      Poche probabilità di causare malattie nell'uomo.

    2. Gruppo 2

      Possono causare malattie, si propagano poco, di norma ci sono cure o profilassi.

    3. Gruppo 3

      Malattie gravi, possibile propagazione, di norma ci sono cure o profilassi.

    Agenti biologici
    1. Gruppo 4

      Malattie gravi, elevata propagazione, di norma senza cure o profilassi efficaci.

    2. Vie di esposizione

      Inalazione, contatto con pelle e mucose, ingestione, punture e tagli.

    3. Misure

      Igiene, procedure, contenimento, DPI, vaccinazioni quando disponibili.

    La classificazione in quattro gruppi

    L'art. 268 classifica gli agenti biologici in base a tre criteri: la capacità di causare malattie, la possibilità di propagarsi nella comunità e la disponibilità di misure efficaci di profilassi o terapia. L'elenco degli agenti già classificati nei gruppi 2, 3 e 4 si trova nell'Allegato XLVI.

    Se un agente non può essere attribuito con certezza a uno di due gruppi, va classificato in quello a rischio più elevato.

    Dove si trova il rischio

    Il rischio può essere legato a un uso deliberato, come in un laboratorio di microbiologia o in una produzione biotecnologica, oppure a un'esposizione potenziale, quando gli agenti non sono l'oggetto del lavoro ma possono essere presenti. Tra i settori più interessati:

    • strutture sanitarie, assistenziali e veterinarie;
    • raccolta, trattamento e smaltimento di rifiuti e depurazione delle acque;
    • laboratori di analisi e ricerca;
    • agricoltura, allevamento e industria alimentare;
    • pulizie, sanificazione e manutenzione di impianti idrici e aeraulici.

    Valutazione, comunicazione e autorizzazione

    La valutazione considera la classificazione degli agenti, le malattie che possono causare, le informazioni sui possibili effetti allergizzanti o tossici e le modalità con cui il lavoro può portare all'esposizione.

    Chi intende usare agenti dei gruppi 2 o 3 deve comunicarlo all'organo di vigilanza competente almeno 30 giorni prima dell'inizio dei lavori (art. 269). L'uso di agenti del gruppo 4 richiede un'autorizzazione ministeriale, rilasciata sentito l'Istituto superiore di sanità, che dura 5 anni ed è rinnovabile (art. 270).

    Le misure di prevenzione

    • Igiene delle mani, servizi e spogliatoi adeguati, divieto di mangiare e bere nelle aree a rischio.
    • Procedure sicure per la manipolazione di campioni, rifiuti e materiali contaminati.
    • Dispositivi medici con meccanismi di sicurezza per evitare punture e tagli, contenitori rigidi per taglienti.
    • DPI adeguati: guanti, protezioni per occhi e vie respiratorie, indumenti.
    • Vaccinazioni efficaci, quando esistono, offerte su indicazione del medico competente.
    • Segnalazione immediata di incidenti ed esposizioni accidentali.

    In pratica

    1. Identifica

      Individua attività e materiali che possono veicolare agenti biologici.

    2. Classifica

      Attribuisci il gruppo di rischio secondo l'Allegato XLVI.

    3. Proteggi

      Applica igiene, procedure, contenimento, DPI e vaccinazioni.

    4. Segnala

      Gestisci subito punture, tagli e altre esposizioni accidentali.

    Domande frequenti

    Quali sono i 4 gruppi degli agenti biologici?

    Il gruppo 1 comprende agenti che difficilmente causano malattie; il 2 agenti che possono causarle ma si propagano poco e sono curabili; il 3 agenti che causano malattie gravi e possono propagarsi, ma con cure disponibili; il 4 agenti che causano malattie gravi, si propagano facilmente e di norma non hanno cure efficaci.

    Le imprese di pulizia devono valutare il rischio biologico?

    Sì, perché l'esposizione è potenziale: servizi igienici, rifiuti e superfici possono ospitare agenti biologici. La valutazione stabilisce procedure, DPI e l'eventuale sorveglianza sanitaria.

    Il datore di lavoro deve offrire le vaccinazioni?

    Quando esistono vaccini efficaci contro agenti a cui i lavoratori sono esposti, il datore di lavoro, su indicazione del medico competente, li mette a disposizione dei lavoratori non immuni.

    Riferimenti normativi

    • D.Lgs. 81/2008, Titolo X, artt. 266-286
    • D.Lgs. 81/2008, art. 268
    • D.Lgs. 81/2008, art. 269
    • D.Lgs. 81/2008, art. 270
    • D.Lgs. 81/2008, Allegato XLVI

    Aggiornato al 13/10/2026

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