Il diritto a conoscere i rischi
Il DVR non è un documento riservato ai tecnici: il suo scopo ultimo è proteggere le persone che lavorano, e questo è possibile solo se ne conoscono il contenuto. Gli artt. 36 e 37 del D.Lgs. 81/2008 obbligano il datore di lavoro a informare e formare ogni lavoratore su:
- i rischi specifici della sua mansione e quelli generali dell'ambiente di lavoro;
- le misure di prevenzione e protezione adottate e i DPI da utilizzare;
- le procedure di emergenza, primo soccorso ed evacuazione e i nominativi degli addetti.
L'accesso al documento tramite l'RLS
Il singolo lavoratore non ha un diritto diretto a ricevere copia del DVR. Questo diritto spetta al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza: il datore di lavoro deve consegnare tempestivamente all'RLS, su sua richiesta, copia del documento, anche su supporto informatico, e il documento va consultato esclusivamente in azienda.
Attraverso il DVR e la documentazione aziendale su rischi, misure e procedure, l'RLS può verificare se la valutazione è adeguata, segnalare carenze e proporre miglioramenti. Per questo il lavoratore che vuole approfondire un aspetto del documento ha nell'RLS il suo interlocutore naturale.
Riservatezza e dati sensibili
Il DVR può contenere informazioni sui processi produttivi e, in forma aggregata, dati legati alla sorveglianza sanitaria. L'RLS è tenuto al segreto sulle informazioni aziendali di cui viene a conoscenza, e i dati sanitari individuali restano nelle cartelle custodite dal medico competente: il DVR deve riportare solo ciò che serve alla valutazione dei rischi, nel rispetto della normativa sulla privacy.
Partecipazione: la voce dei lavoratori
Chi svolge ogni giorno una mansione ne conosce dettagli che sfuggono a qualsiasi sopralluogo. Segnalare un pericolo, un quasi-infortunio o una procedura che non funziona è un diritto e anche un dovere del lavoratore (art. 20), e le sue osservazioni, raccolte direttamente o tramite l'RLS, sono tra le fonti più preziose per tenere il DVR aderente alla realtà.

